<<  Novembre 2018  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
     1  2  3  4
  5  6  7  8  91011
12131415161718
19202122232425
2627282930  

loghiis copia

che cos_educazione_a


L' educazione ambientale è una strategia formativa che opera mettendo in relazione le persone con l'ambiente con l’obiettivo di sviluppare comportamenti positivi per la conservazione del patrimonio ambientale, inteso in senso ampio (naturale, storico e culturale) attraverso l’educazione alla natura in senso stretto, fino alla progettazione partecipata, allo sviluppo sostenibile, alla cittadinanza attiva; idee entrate nel tempo all’interno del concetto di educazione ambientale sempre più dilatato. “L’educazione ambientale forma alla cittadinanza attiva e consente di comprendere la complessità delle relazioni tra natura e attività umane, tra risorse ereditate, da risparmiare e da trasmettere, e dinamiche della produzione, del consumo e della solidarietà. L’educazione ambientale è globale e comprende l’istruzione formale, la sensibilizzazione e la formazione.”

Il concetto di educazione ambientale è stato citato per la prima volta nel 1965 alla Conferenza di Bangkok come uno degli strumenti a cui fare ricorso per la conservazione della natura. Ma, solo negli ultimi decenni, si sono adottate politiche rivolte allo sviluppo sostenibile, dopo aver percepito il pericolo di compromettere in maniera irreversibile l’ambiente e la qualità della vita attuale e delle generazioni future.

Per questo motivo, da sempre, l’Educazione Ambientale si caratterizza per il fatto di proporre, in relazione alla sensibilità delle persone, dimensioni educative profonde e rivolte al cambiamento sociale e personale nel rispetto delle differenze e per la costruzione di un mondo responsabile,migliore e in linea con il rispetto della natura.

Nel documento conclusivo della Prima Conferenza Internazionale sull’Educazione Ambientale, tenutasi a Tblilisi nel 1977, si sottolinea l’importanza strategica dell’educazione ambientale e vengono definiti i paradigmi teorici della disciplina che dovrà essere:

 

  • globale;
  • multidisciplinare;
  • impartita a tutte le età e ad ogni livello di educazione formale ed informale;
  • Prepara “alla comprensione dei gravi problemi del mondo contemporaneo, al fine di migliorare le condizioni della vita e proteggere l’ambiente, tenendo nel debito conto i valori etici”;
  • Ricrea una visione complessiva conforme alla reale compenetrazione dell’ambiente naturale e di quello creato dall’uomo;
  • “Deve associare il singolo ad un processo attivo di soluzione dei problemi nel contesto di specifiche realtà, deve animare l’iniziativa, la responsabilità e l’impegno a costruire un avvenire migliore”;(V. Cogliati Dezza - 2000)
  • in grado di stimolare la presa di coscienza individuale per "dare il senso della continuità che collega l'atto di oggi alle conseguenze di domani";
  • in grado di dimostrare l'interdipendenza tra le comunità nazionali ed insieme la necessità del principio di solidarietà tra l'intera umanità.

 


“Fare educazione ambientale significa promuovere un approccio conoscitivo (il pensiero ecologico) che metta in evidenza le relazioni di profonda e complessa interdipendenza esistenti tra i fenomeni su scala globale e le relazioni di interdipendenza tra i vari soggetti (persone, istituzioni, associazioni,) che su scala locale concorrono nel generarli” (G.Borgarello)


All'interno del contesto scolastico, l'educazione ambientale si configura come un'educazione trasversale, che non deve essere ridotta all'ecologia, alle scienze naturali o alla storia del territorio e delle sue espressioni artistiche, ma che vuole mettere in evidenza i legami, le relazioni tra tutti questi aspetti, i valori individuali, la costruzione della conoscenza, fino ad arrivare alle azioni e quindi ai comportamenti dei singoli. Ciò significa, fare in modo di evitare che quest'ultima si esaurisca in azioni di sensibilizzazione ai problemi o trasmissione di conoscenze, valori e modelli comportamentali esplicitamente o implicitamente condivisi dalla società o comunità di appartenenza e far sì che grazie all'azione educativa, la risposta alla crisi nei rapporti con l'ambiente non sia soltanto automatica ma possa invece diventare in misura sempre maggiore, una risposta umana, libera e responsabile.

La Conferenza di Rio de Janeiro del 1992 costituisce la testimonianza più nota degli impegni ufficiali assunti a livello internazionale da Stati e Governi di tutto il Mondo per contribuire ad uno sviluppo sostenibile. Da allora “Sviluppo sostenibile” e “Agenda 21 locale” rappresentano parametri con cui tutti i Paesi del Mondo, soprattutto i più industrializzati, sono chiamati a confrontarsi.

Il capitolo 36 di Agenda 21 sancisce l'importanza dell'educazione ambientale come strumento per la promozione dello sviluppo sostenibile. L'educazione è identificata come strumento primario per promuovere sistemi di vita e produzioni sostenibili, al fine di garantire un uso delle risorse equamente distribuito tra i popoli e le generazioni presenti e future.

L’educazione deve poter offrire a ciascuna persona gli strumenti necessari ad affrontare la vita quotidiana nella prospettiva a lungo termine della sostenibilità. Perciò, più che un corpus prestabilito di conoscenze, ciò che occorre è il conseguimento di una vision che si confronti con i principi delineati, sia capace di alimentare i processi trasformativi necessari e venga sorretta da competenze trasversali come imparare ad apprendere, a pensare criticamente, a lavorare insieme, a ricercare e applicare nuove conoscenze, a prendere decisioni socialmente negoziate e condivise.


“Oggi, l’educazione ambientale è trasversale a tutti gli ambiti e a tutte le tematiche, si rivolge a tutti i cittadini senza distinzioni, attraverso azioni d’informazione, sensibilizzazione e formazione, concerne tutte le età della vita e coinvolge tutte le agenzie educative formali e non formali”. (APAT, Linee guida per l’educazione ambientale, 2004)