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da educazione_nutarilistica


L’uomo, si dalla sua comparsa sulla terra, ha sempre interagito con il proprio ambiente, trovando, all’inizio, un equilibrio naturale tra impatto su processi ambientali e soddisfacimento dei propri bisogni.

Con lo sviluppo della civiltà tecnologica moderna e con una industrializzazione sempre più spinta,  che ha portato una maggiore disponibilità di beni e materiali e un consumo intensivo  di energie e risorse, si assiste ad un sostanziale cambiamento nel rapporto dell’uomo con l’ambiente. Grazie alla tecnologia, alle conoscenze scientifiche ed al progresso le potenzialità dell’uomo per incidere sull’ambiente circostante sono infinite.

Questa nuova situazione porta ad un miglioramento della qualità della vita ma acuisce la crisi del rapporto uomo-ambiente.

Fino agli anni ‘70 la conoscenza dell’ambiente naturale e delle sue dinamiche era ritenuta sufficiente per sviluppare nell’uomo un senso di responsabilità finalizzato al rispetto  della natura e alla preservazione dell’ambiente, per questo motivo l’Educazione Ambientale aveva un’impostazione informativa

La crescita economica e tecnologica, l’aumento demografico e lo sviluppo industriale degli ultimi decenni hanno rese concrete sia le minacce all’equilibrio degli ambienti terrestri sia le disarmonie economiche e sociali a livello planetario.

A livello mondiale si è preso coscienza della gravità del problema e della necessità di cercare rimedi allo sviluppo economico e sociale sin qui operato, la nuova visione della realtà si riflette sull’Educazione Ambientale che assume un ruolo centrale e diverso rispetto alla visione dell’Educazione Naturalistica, e quindi, che non implichi soltanto o soprattutto un problema di maggiore o migliore conoscenza degli “ambienti naturali”, ma che riguardi i processi di trasformazione dei modi di pensare e di agire dei soggetti singoli e collettivi, in relazione a trasformazioni fondamentali che riguardano i sistemi socio-economici e i sistemi culturali;

L’educazione non può più essere solo uno strumento per la salvaguardia dell’ambiente naturale ma anche una forma di educazione alla cittadinanza, alla partecipazione critica, all’assunzione di responsabilità in azioni e decisioni che riguardano l’ambiente nella sua globalità.

L’Educazione Ambientale si evolve nel tempo: da un approccio iniziale prevalentemente incentrato sulla tutela della natura, si è passati ad una maggiore attenzione all’inquinamento, alle emergenze ambientali e alle dinamiche sociali ed economiche, per arrivare oggi al più ampio concetto di Educazione allo Sviluppo Sostenibile (ESS).

Educare allo sviluppo sostenibile significa trasmettere a ciascun individuo le competenze che gli serviranno per partecipare attivamente e in modo responsabile alla costruzione della società futura.

Il campo d’applicazione dell’educazione alla sostenibilità non può ritenersi limitato al mondo della scuola in quanto si è andato estendendo ad altri interlocutori ed in particolare ad un’utenza adulta, in un’ottica di sistema formativo integrato e di istruzione permanente

L’Educazione allo Sviluppo Sostenibile (ESS) riguarda non solo l’ambiente, ma anche l’economia (consumi, povertà, nord e sud del mondo…) e la società (diritti, pace, salute, diversità culturali…).

 

L’ESS tocca tutti gli aspetti della vita e riguarda fondamentalmente i valori, al centro dei quali vi è il rispetto: rispetto per gli altri, inclusi quelli della generazione presente e delle generazioni future, per la diversità, per l’ambiente, per le risorse del pianeta che abitiamo.

Insieme al senso di giustizia, responsabilità, esplorazione e dialogo, l’ESS mira a spingerci ad adottare comportamenti e stili di vita che ci mettano in grado di vivere con pienezza senza essere privati dei beni fondamentali.

L’educazione deve renderci capaci di comprendere noi stessi, gli altri e le relazioni con il più ampio ambiente naturale e sociale, coltivando il senso di giustizia e di responsabilità, promuovendo la conoscenza e il dialogo, aiutando ad apprendere comportamenti e pratiche che mettano tutti in grado di vivere una vita piena. Perciò l’ESS riguarda tutti e investe tutti i possibili contesti di apprendimento (formali, non formali, informali) e tutte le età della vita.

 

Per realizzare le necessarie trasformazioni della società e della cultura nella direzione indicata dalle Nazioni Unite occorre facilitare la costruzione di scambi, di interazioni, di reti tra tutti gli stakeholders, creando nuove opportunità per promuovere la transizione della cultura e della società verso modalità che rendano possibile un futuro sostenibile. Per far questo è indispensabile rafforzare il ruolo dell’educazione e dell’apprendimento e migliorare la qualità della formazione e dell’insegnamento in termini di:

  • diffusione di un approccio olistico e interdisciplinare, orientato dai valori;
  • promozione del pensiero critico e delle competenze inerenti alla capacità di porre e di risolvere problemi;
  • utilizzo di una pluralità di approcci metodologici;
  • costruzione partecipata di decisioni;
  • contestualizzazione dei contenuti significativa per chi apprende e localmente rilevante.

Nel 1977 viene stilata a Fiuggi la Carta dei principi per l’educazione ambientale , che attraverso 10 articoli dà le linee guida per promuovere un’educazione ambientale orientata allo sviluppo sostenibile e consapevole. Si rivolge ai cittadini di ogni età, alla Pubblica Amministrazione, alle imprese, ai lavoratori, alle scuole, alle agenzie educative del territorio.

“L’educazione allo sviluppo sostenibile deve divenire un elemento strategico per la promozione di comportamenti critici e propositivi dei cittadini verso il proprio contesto ambientale. L’educazione ambientale forma alla cittadinanza attiva e consente di comprendere la complessità delle relazioni tra natura e attività umane, tra risorse ereditate, da risparmiare e da trasmettere, e dinamiche della produzione, del consumo e della solidarietà. L’educazione ambientale è globale e comprende l’istruzione formale, la sensibilizzazione e la formazione.